Famiglia

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La famiglia Milani è una delle più antiche di Busto. La
gestione dell'azienda era strettamente familiare e accentrata attorno alla figura di Benedetto Milani; egli fu il principale artefice dello sviluppo dell'azienda, e dopo la sua morte la ditta continuò ad essere diretta dai figli.
Giovanni Milani associò all'azienda i due nipoti, Benedetto e Pietro, dando inizio alla fabbricazione di stoffe leggere.
Il carisma di Benedetto venne riconosciuto da tutti, tanto che dal 1890 al 1892 fece parte del Consiglio della Camera di Commercio di Milano.
Agli inizi del 1897 Benedetto cadde da una scala nel salone della tessitura, toccando terra in malo modo. L'infortunio gli causò delle lacerazioni interne che col passare dei giorni mostrarono tutta la loro gravità.
La morte lo colse il 9 luglio 1906, a soli 52 anni.

La storia

L'azienda nacque nel 1870, per opera di Giovanni Milani.
La ditta ebbe sede, inizialmente, all'interno del nucleo storico della città di Busto Arsizio nell'attuale Via Roma. La Milani e Nipoti faceva parte del distretto di Busto.
Attorno al 1850 il fratello di Giovanni, Luigi, si dedicò completamente agli affari di famiglia; per questo, nel 1870 diede inizio alla fabbricazione di stoffe leggere e di colori fantasia e si affiancò all'attività di commercio di tessuti e filati del vecchio "negozio" (l'attività veniva svolta con telai a mano).
Luigi si prefisse alcuni principali obiettivi:
  • la fabbricazione di tessuti fantasia imitanti lana e seta;
  • la lavorazione accentrata in stabilimenti dotati di macchine moderne;
  • la selezione e l'addestramento del personale
  • l'allargamento del campo di vendita del prodotto.
Verso il 1870 venne realizzato il primo nucleo di stabilimenti in VIA XX SETTEMBRE vicino ai quali si trasferì anche la fabbrica Milani e Nipoti.
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Il padre Luigi a soli 21 anni era direttore e maestro di filatura e tessitura della ditta “Francesco Turati”; nel 1847 la società d'arte e mestieri di Milano gli conferì una medaglia d'argento “per contegno morale, perizia nell'arte e saggia direzione dei subalterni”.
Luigi lasciò l'azienda dei Turati prima del 1850 per collaborare con il fratello Giovanni nel negozio lasciato in eredità da Giovanni Battista Milani.
A incoraggiarlo nel loro sforzo contribuì un provvedimento di carattere protettivo adottato dal Governo italiano nella stipulazione del trattato di commercio italo-francese del luglio 1877. Il trattato di commercio generale aboliva il libero scambio e stabiliva per le varie nazioni trattati di commercio particolare. Miravano a proteggere la nostra nascente industria e l'agricoltura e trovarono definitiva enunciazione nel 1888 che definitivamente stabiliva le condizioni a cui erano soggette le merci importate.
La Milani e Nipoti acquistò nuovi stabilimenti:
  • Nel 1906 costituzione della Austoni & Milani a S. Bartolomeo presso Brescia
  • Nel 1914 acquisto dell'ex stabilimento di filatura della ditta SCOCH a Castiglione Olona
  • Acquisto dello stabilimento della manifattura PIZZI a Bienate
  • Creazione di un nuovo cotonificio a Sacconago
Il mercato interno non riusciva più ad assorbire quantità di merce era divenuto insufficienti anche per l'aggravassi della depressione economica dell'Italia meridionale bisognava cercare nuovi sbocchi nei paesi esteri. Fu il primo a penetrare nei mercati transalpini e in quelli dei paesi del Levante.
Tra i primi a tentare le nuove vie fu ancora Benedetto Milani che, prevedendo quel che doveva accadere, aveva avviato una specializzazione della produzione, scegliendogli articoli più fini e più rispondenti alle richieste dei nuovi gusti e aveva cominciato, attraverso case commerciali estere, il lavoro di penetrazione nei mercati transalpini e in quelli dei paesi del Levante.
La sua azienda contava ben 1500 telai e quasi 1000 operai, producendo principalmente tessuti di cotone per abiti da uomo, generi fini di imitazione delle lane, e numerose qualità di tessuti tinti in pezza.
I prodotti venivano venduti sui mercati d'Italia e anche all'estero, anche grazie all'amicizia con Enrico Dell'Acqua.
FullSizeRender (3).jpgL'azienda per farsi conoscere utilizzava anche la pubblicità, poster che attaccavano per la città e dei volantini.
L'azienda falli perché non riuscì a sopravvivere alle difficoltà del secondo dopoguerra. Le sue attività cessarono negli anni '60.


Fonti: http://www.itctosi.va.it/speciali/storia2/Milani.htm;
libro Cotton & C storia industriale di Busto Arsizio
Sommario di storia bustese dalle origini ai nostri tempi (1980)